per una Endocrinologia 2.0
 


Il significato dell’AMH nella fisiopatologia delle patologie maschili

Daniela Domenici1,2, Giorgia Spaggiari2, Manuela Simoni1,2, Daniele Santi1,2

1Unità di Endocrinologia, Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze, Università di Modena e Reggio Emilia, Modena, Italia.
2Unità di Endocrinologia, Dipartimento di Medicine Specialistiche, Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico di Modena, Ospedale Civile di Baggiovara, Modena, Italia

Corrispondenza: daniele.santi@unimore.it

L’ormone anti-mülleriano (AMH) è una glicoproteina omodimerica appartenente alla super-famiglia del fattore di crescita trasformante-β (TGF-β), prodotta nel maschio dalle cellule di Sertoli. Durante la vita fetale, tra la VIII e la IX settimana di gestazione, tale ormone ha come principale effetto la regressione dei dotti di Müller e la sua sintesi è regolata dall’ormone follicolo-stimolante (FSH) e da fattori di trascrizione quali SOX9, GATA4, SF1 e WT1.
Fisiologicamente, i livelli di AMH sono bassi alla nascita, aumentano rapidamente durante il primo mese di vita con un picco massimo intorno ai 6 mesi, e si mantengono elevati fino alla pubertà. Dall’avvio della pubertà, gli androgeni prevalgono sulla stimolazione FSH-dipendente ed inibiscono l’espressione dell’AMH, mentre l’incremento intra-testicolare di testosterone determina una down-regolazione dell’espressione del gene dell’AMH (Fig.1). In età adulta, l’AMH è rilasciato prevalentemente dal polo apicale delle cellule di Sertoli nel lume dei tubuli seminiferi e la sua concentrazione nel plasma seminale risulta più elevata di quella sierica. Nel maschio adulto l’AMH svolge azione autocrina sulle cellule di Sertoli e paracrina inibitoria sulla differenziazione delle cellule di Leydig e sulla steroidogenesi.


Fig.1 Livelli di gonadotropine (LH e FSH), Testosterone, AMH, ed Inibina B, dalla nascita all’età adulta


Figura1


Ruolo dell’AMH come marcatore clinico durante l’infanzia e lo sviluppo
L’AMH rappresenta in età pre-puberale il marcatore delle cellule di Sertoli e, più in generale, della funzionalità testicolare. Bassi livelli di AMH sono pertanto indice di mancata funzione di questa popolazione cellulare, come avviene in caso di anorchia, disgenesia gonadica, criptorchidismo, ipogonadismo centrale e pubertà precoce centrale. Se in quest’ultima condizione, l’AMH è marcatore di monitoraggio di efficacia terapeutica, nel ritardo puberale costituzionale, invece, i livelli di AMH si mantengono elevati. Nell’ambito dei disordini della differenziazione sessuale, l’AMH, insieme al testosterone, può rivelarsi utile nella diagnosi differenziale. Infine il dosaggio di AMH, insieme all’inibina B, è utile nella diagnosi differenziale tra criptorchidismo e anorchia.

Ruolo dell’AMH come marcatore clinico durante la vita adulta
Nel maschio adulto le implicazioni cliniche sono ad oggi limitate, seppure l’AMH sia proposto come
marcatore di funzionalità testicolare in alcune condizioni cliniche.
Nei pazienti con sindrome di Klinefelter, per esempio, il progressivo deterioramento delle cellule
di Sertoli si traduce in livelli sierici di AMH bassi o indosabili.
Negli adulti con varicocele si osservano bassi livelli sierici di AMH, seppure nessuna associazione sia stata dimostrata con la qualità spermatica. Alcuni autori hanno suggerito come livelli più elevati di AMH si associno a una ridotta percentuale di spermatozoi morfologicamente normali. Per questo motivo, nel contesto di infertilità maschile, l’AMH è proposto da alcuni autori nella valutazione della ricerca intra-testicolare di spermatozoi.
Infine, il dosaggio di AMH può avere un ruolo nella gestione dei pazienti con carcinoma prostatico
in terapia con agonisti dell’ormone rilasciante le gonadotropine (GnRH). In questi pazienti, un
modesto incremento dell’AMH sierico suggerisce un’efficace soppressione della produzione
androgenica.
La misurazione dei livelli sierici di AMH potrebbe essere pertanto utile in alcune condizioni cliniche, seppure, più in generale, il suo ruolo nella gestione clinica debba ancora essere dimostrato in modo convincente.


Conflitto di interesse. Gli Autori dichiarano di non avere conflitti di interesse.

Riferimenti Bibliografici  
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