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Il sovrappeso/obesita’ di difficile gestione nell’adolescenza

Giovanna Scartabelli, Federica Ferrari, Ferruccio Santini

Unità Operativa di Endocrinologia 1 Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana, Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale, Università di Pisa, Pisa, Italia

Email ferruccio.santini@med.unipi.it

 

Negli adulti, la classificazione del grado di obesità si basa sulla dimostrazione di un’associazione positiva tra Indice di Massa Corporea (IMC) e rischio di mortalità. Nell’età evolutiva non è possibile applicare questo criterio poiché la quota di grasso corporeo varia fisiologicamente con il sesso e con l’età, in aggiunta all’effetto della statura. Per fornire definizioni comuni ed omogenee, sono state elaborate curve di IMC che forniscono soglie di sovrappeso e obesità nell’età evolutiva, che prescindono dalla prevalenza del fenomeno nelle diverse popolazioni. Il presupposto per la costruzione di queste curve è che nell’età evolutiva sovrappeso ed obesità possano essere definiti facendo riferimento ai valori di percentile che individuano un IMC di 25 kg/m2 e 30 kg/m2 all’età di 18 anni, età minima per definire sovrappeso e obesità nell’adulto. Basandosi su questi criteri, la Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica (SIEDP) ha redatto curve di riferimento nazionale in cui il sovrappeso è definito da un IMC compreso tra il 75° e 95° percentile, l’ obesità da un valore superiore al 95° percentile [2-3].
Le obesità secondarie sono rare, talvolta sindromiche o monogeniche, caratterizzate generalmente da un esordio molto precoce con iperfagia, talora ritardo cognitivo e/o segni e sintomi patognomonici. In questi casi sono raccomandate valutazioni ormonali ed indagini genetiche mirate, per individuare specifiche complicanze ed attuare interventi terapeutici personalizzati [3].
Nella maggior parte dei casi l’obesità è il risultato di una interazione fra suscettibilità genetica e un ambiente permissivo che interviene fin dalla vita intrauterina. L’obesità infantile si associa ad una precoce insorgenza delle complicanze e ad una maggior difficoltà a raggiungere risultati efficaci in termini di calo ponderale a lungo termine. Per questo è raccomandato valutare la pressione arteriosa a partire dall’età di 3 anni, l’assetto metabolico dai 6 anni e l’asse gonadico in età peripuberale. In
casi selezionati può essere opportuna una valutazione ortopedica, pneumologica o neurologica (in caso di emicrania, cefalea o sospetta ipertensione endocranica idiopatica) [3].
Al fine di avvicinarsi ad un adeguamento del peso allo stadio di crescita e ottenere un equilibrio duraturo fra spesa energetica ed introito calorico, è fondamentale un cambiamento dello stile di vita (dieta varia ed equilibrata associata ad una regolare attività fisica), che coinvolga l’intero nucleo familiare. Qualora l’obesità si associ a disagio psicosociale e/o a disturbi dell’alimentazione è opportuno intraprendere un programma di terapia cognitivo-comportamentale [3].
Il trattamento farmacologico (orlistat) può essere indicato qualora i tentativi di intervento sullo stile di vita siano falliti e solo in presenza di elevato IMC, associato a comorbidità. La chirurgia metabolica, da effettuarsi in centri di alta specializzazione, costituisce l’ultima risorsa nel trattamento dell’obesità grave dell’adolescente, resistente a tutti gli altri interventi terapeutici e associata ad importanti complicanze [4].
La dimensione del problema e delle sue conseguenze nella società richiede investimenti incisivi sia nella prevenzione che per contrastarne l’ aumento. Tutte le Regioni italiane sono impegnate nella realizzazione del Piano Nazionale della Prevenzione (PNP) 2014-2018 che, per quanto riguarda la prevenzione dell’obesità nell’età evolutiva, prevede un’associazione fra salute e scuola, cui compete un ruolo educativo rilevante nel supportare e stimolare uno stile di vita corretto a partire dall’infanzia, coinvolgendo le famiglie e l’intera comunità scolastica [5].

 

Conflitto di interesse. Gli Autori dichiarano di non avere conflitti di interesse


 
Riferimenti Bibliografici  
  1.  http://apps.who.int/gho/data/view.main.BMIPLUS1C10-19v?lang=en
  2. Cacciari E, Milani S, Balsamo A (2006) Italian cross-sectional growth charts for height, weight and BMI (2 to 20 yr) J Endocrinol Invest.29(7):581-93.
  3. Consensus su diagnosi, trattamento e prevenzione dell’obesità del bambino e dell’adolescente Società Italiana di Pediatria-Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica 2017 www.siedp.it
  4. Standard Italiani per la Cura dell’Obesità SIO-ADI 2016-2017 https://www.obesita.org/linee-guida/#standard-obesita
  5.  www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2285_allegato.pdf

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